Il Festival: Noi Siamo la Montagna
La nostra visione
La visione di NOI SIAMO LA MONTAGNA nasce da un’idea semplice e profonda: educare al futuro partendo da casa propria.
Dai luoghi natii, dalle relazioni familiari, dalle comunità che resistono allo spopolamento e al disagio socio-economico.
Il festival è prima di tutto un’esperienza di volontariato attivo, umano e competente.
Un volontariato che non si limita al fare, ma che accompagna, ascolta, educa e costruisce legami.
È grazie all’impegno volontario di professionisti, associazioni, famiglie e cittadini che prende forma un’alleanza educativa capace di generare cambiamento reale.
NOI SIAMO LA MONTAGNA promuove una visione socio-pedagogica fondata sull’Appopolamento, un approccio che mette al centro i bambini, le famiglie e il territorio come prima agenzia educativa.
Crediamo che la crescita personale e collettiva avvenga attraverso l’esperienza diretta, il fare condiviso e il viaggio breve e prossimale, inteso come scoperta delle proprie radici.
La nostra visione è inclusiva e partecipata.
Il volontariato diventa strumento di cura sociale, di inclusione e di restituzione di dignità ai saperi locali, alle tradizioni e alle competenze umane spesso invisibili.
Famiglie, scuola, Chiesa, associazioni e istituzioni locali collaborano in una rete solidale che sostiene le fragilità e valorizza le differenze.
NOI SIAMO LA MONTAGNA immagina comunità capaci di riconoscersi, di superare stereotipi e narrazioni negative, di tornare a credere nel proprio territorio come luogo possibile di vita, lavoro e futuro.
Un cammino educativo fondato sulla responsabilità condivisa, sulla cooperazione e sull’amore per i luoghi.
La nostra visione guarda alle nuove generazioni come custodi consapevoli del territorio, accompagnate anche grazie all’esempio concreto dei volontari.
Uomini e donne che scelgono di donare tempo, competenze e cuore per costruire comunità più giuste e accoglienti.
NOI SIAMO LA MONTAGNA è una visione che unisce passato e futuro, tradizione e innovazione, individuo e comunità.
Perché il cambiamento nasce dal volontariato, cresce nelle relazioni e si realizza insieme, a partire da casa propria.
I pilastri del Metodo Cuozzo
Il metodo Cuozzo si è retto sull’azione passione del singolo che ha coinvolto in leadership orizzontale numerosi collaboratori a loro volta spronati a cercare il proprio scopo di vita. Partendo dall’ esempio di un singolo il mondo non cambia, ma basta un esempio positivo come moltiplicatore di buoni esempi per operare una rivoluzione all’interno del volontariato.
Attingendo all’utilizzo del 10% del proprio stipendio per creare la propria idea di volontariato, svincolata da procedure burocratiche di finanziamenti o da regole fisse statutarie.
Tutti i lavoratori delle aree interne depresse d’Italia, d’Europa e del mondo, i cosiddetti fortunati che dispongono di una ricchezza reddituale, senza distinzioni dal più piccolo al più grande.
Rinunciando a una percentuale del proprio reddito.
Integrandola con la propria visione creativa del fare, per migliorare un aspetto della società.
Si potrebbe creare un mondo migliore.
Un mondo il più prossimale possibile.
In un’accezione aggettivale sì forzata, ma anche profondamente autentica, di
“helping people for helping yourself”.





